Descrizione
Care concittadine, cari concittadini,
in occasione del 4 novembre per celebrare ed onorare il giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate ci troviamo in prossimità della nostra Torre dei Caduti, monumentale edificio commemorativo con lo scopo di ricordare gli Origgesi che hanno offerto il bene più prezioso la vita per il nostro futuro e la nostra libertà.
Prima di ogni riflessione seppur breve, vorrei ringraziare tutti i presenti, il Corpo Musicale San Marco che accompagna il ricordo dei caduti, il nostro parroco per la funzione religiosa, le associazioni combattentistiche e i giovani studenti intervenuti.
Dopo anni di discorsi commemorativi, oggi voglio soprattutto sottolineare e ricordare l'importanza del 4 novembre. La ricorrenza che celebriamo è dedicata in primo luogo alla commemorazione dei caduti di ogni guerra, riconoscendo, proprio a partire dalla traccia indelebile lasciata dagli orrori del primo conflitto mondiale menzionato come la Grande Guerra, come il lascito di tutte le guerre sono morte e desolazione.
Dobbiamo ricordare che oltre 600'000 caduti italiani, combatterono per l'indipendenza e per l'Unità del Paese e per la prima volta fu il nostro popolo unito a difendere la sua terra e benché ripudiassero nel profondo dell'animo la guerra, fecero eroicamente il loro dovere, come successivamente nella seconda guerra mondiale.
Nelle istituzioni democratiche le Forze Armate sono dunque il baluardo fedele e saldissimo non dell'offesa, ma del presidio della libertà. Nelle ultime settimane spesso ho pensato all'adagio latino "Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum". "Dunque chi aspira alla pace, prepari la guerra". Questa frase esprime il concetto di deterrenza militare: avere una forza armata solida e pronta a difendersi, serve a scoraggiare eventuali aggressori e a mantenere la pace, evitando il conflitto attraverso la dimostrazione di forza.
Nei dibattiti politici e sociali ai quali abbiamo assistito in questi mesi, spesso questa storica linea di pensiero ha avuto fautori e detrattori, sostenitori e critici. Noi cristiani siamo più propensi a sostenere come arma di difesa la Giustizia Sociale e consideriamo questo il sistema più efficace. Dovrebbe essere questo l'insegnamento di cui tutti noi dobbiamo essere consapevoli, e che ci deve rendere coscienti dell'importanza di riconoscere e celebrare anche gli altri importanti significati che lo Stato Italiano ha voluto negli anni attribuire al 4 novembre e che dobbiamo fare nostri pensando al ruolo che le nostre Forze Armate hanno nei luoghi di guerra.
Nel mondo attuale le Forze Armate devono avere un ruolo innovativo, concreto e positivo di costruzione e mantenimento della pace. Tuttavia non posso nascondervi che questo complicato equilibrio di fronte a moderne dittature o celate autocrazie, mascherate da ipotetiche democrazie, specializzate nel corrompere e nel creare propaganda atta a pianificare informazioni, idee e dottrine con la finalità di influenzare ed orientare comportamenti collettivi, e consenso predeterminato spesso non mi fanno credere nella forza delle nostre idee di democrazia e libertà.
Necessita, comunque, più spesso leggere, i nomi dei caduti e dei dispersi, nostri concittadini perché il nostro impegno di oggi deve assolutamente essere quello di non rendere vano il loro sacrificio rivolto al futuro della nostra Patria. La pace deve essere difesa, tutelata, protetta come sancito dalla nostra Carta Costituzionale e dobbiamo operare per la pace.
Viva l'Italia unita, democratica e le sue Forze Armate strumento di pacificazione.